Controllo ginecologico: perché eseguirlo annualmente

Articolo scritto dalla Dott.ssa Viviana De Pace
Ginecologia e ostetricia

L’importanza della visita ginecologica è spesso sottovalutata dal mondo femminile e non c’è dubbio che, per una donna, il controllo annuale non sia fra gli eventi più attesi dell’anno.
Sebbene tale reazione sia comprensibile, essendo a volte l’idea (più che la visita medica di per sé) poco piacevole, la visita di controllo ginecologico è una grande risorsa per la donna che sente la necessità di rimanere in armonia con il proprio corpo.
Noi donne siamo un delicato equilibrio in cui la normale funzionalità dell’apparato genitale ricopre un ruolo importantissimo. È praticamente inscindibile dalla sfera sessuale, condiziona attraverso la ciclicità ormonale i nostri giorni, è un tesoro da preservare per le future gravidanze e da conoscere per affrontare al meglio fasi delicate della vita come l’adolescenza, la maternità e la menopausa.
Spesso episodi apparentemente banali come le infezioni genito-urinarie, soprattutto se ricorrenti, stravolgono la vita sessuale con discrete ripercussioni nella relazione di coppia; altre volte questa è messa in crisi da fastidi praticamente fisiologici come la scarsa lubrificazione in post-menopausa, ma il confronto con lo specialista risulta indispensabile per il superamento di tali difficoltà.
Riassumendo la visita ginecologica è soprattutto un momento di confidenza con il medico.

L’adolescente deve prendere coscienza del proprio intimo e della propria sessualità ed è giusto farlo in maniera responsabile e consapevole: va informata in materia di contraccezione, prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e possibilità di eseguire il vaccino contro il papilloma virus, il primo vaccino in grado di prevenire una patologia tumorale.
Dai 20 ai 40 anni il corpo della donna matura ed il ruolo del ginecologo è prezioso nell’assicurare una corretta interpretazione alla presenza di segnali, curando i piccoli disturbi ed intercettando vere patologie, garantendo che, in questa fase, il corpo femminile venga mantenuto in salute e che la fertilità sia preservata.
Nell’epoca della pre-menopausa si possono manifestare cicli mestruali irregolari e molto abbondanti o addirittura metrorragie (cicli emorragici). Tali episodi sono per lo più dovuti a transitori disequilibri ormonali: se da una parte il compito del ginecologo è tranquillizzare e risolvere la disfunzione ormonale, dall’altra deve essere quello di controllare che effettivamente non siano sottese patologie organiche di maggior rilevanza.
E veniamo alla menopausa: una fase della vita che per molte donne rappresenta una riscoperta di se stesse ed una fase emotivamente ricca, che a volte richiede grandi energie perché corrisponde, ad esempio, alla nascita dei nipoti; in questa fase a volte la donna riferisce segnali nuovi del corpo, che non riconosce. È solo un adattamento ad un nuovo equilibrio, per il quale esistono diverse soluzioni che permettono alla donna di recuperare e mantenere il benessere psico-fisico.
In che cosa consiste il controllo annuale ginecologico?
Il medico raccoglie l’anamnesi della paziente (cioè la sua storia clinica) e le chiede la presenza o meno di fastidi, disturbi o irregolarità della ciclicità mestruale.
Segue l’ispezione della vulva e della vagina e la ricerca di eventuali lesioni, stati infettivi o infiammatori, corretta lubrificazione.
Il ginecologo passa poi ad esaminare il collo dell’utero e ad eseguire il PAP-TEST.
Il pap-test si esegue con una spatolina e uno spazzolino con cui si preleva del muco cervicale che verrà successivamente strisciato su vetrino, fissato ed esaminato dal citologo.
E’ uno strumento prezioso a disposizione delle donne poiché identifica con anni di anticipo la presenza di lesioni che possono evolvere in senso neoplastico. Il pap-test è una delle poche metodiche di screening standardizzate contro il cancro, pur essendo non invasivo, ma risulta efficace solo se ripetuto secondo la prescrizione dello specialista.
La palpazione bimanuale degli organi genitali interni permette di studiare il volume e la consistenza dell’utero: ciò è necessario, ad esempio, per escludere o meno la presenza di miomi.
Vengono quindi palpate le ovaie, per valutarne il volume ed escludere o meno, ad esempio, la presenza di cisti o masse annessiali.
Si valuta infine la dolorabilità della sede vescicale e si può insegnare alla paziente ad eseguire l’auto-palpazione del seno.
Tramite l’ecografia ad accesso trans-vaginale o trans-addominale si valuta in maniera particolareggiata l’anatomia di utero ed ovaie, distinguendo formazioni di pochi centimetri o, a volte, di millimetri.
Si ha la possibilità, in questo modo, di disporre di un importante ausilio, assolutamente non invasivo, per la diagnosi precoce di lesioni di interesse ginecologico ed ostetrico.

Dott.ssa Viviana De Pace
Ginecologia e ostetricia
Centro Diagnostica Globale – Taranto
viviana.depace@gmail.com
www.vivianadepace.com