Incurvamento acquisito del pene: sintomi, diagnosi, terapia, cura

Articolo scritto dal Dott. Patrizio Vicini
Urologia – Andrologia

La malattia di La Peyronie o “Induratio Penis Plastica” è una malattia “acquisita” del tessuto connettivale del pene, che coinvolge la tunica albuginea dei corpi cavernosi del pene.
La fibrosi e la successiva formazione della “placca” nell’albuginea sono causate dall’infiammazione conseguente al ripetuto traumatismo penieno.

I sintomi e i segni che più frequentemente si riscontrano sono rappresentati da: dolore penieno in fase erettile, recurvatum penieno, penetrazione difficoltosa durante i rapporti sessuali e deficit erettivo.

Dal punto di vista diagnostico, è importante eseguire un’ecografia peniena dinamica per documentare la presenza, le dimensioni e l’estensione della “placca” o, meglio, un ecocolordoppler penieno dinamico per studiare anche la fase dinamica-vascolare dell’erezione.
Come completamento diagnostico, è utile documentare fotograficamente l’entità del recurvatum penieno tramite le autofoto secondo Kelamy.

Il primo approccio terapeutico è di tipo “medico” e ha il fine di ridurre il dolore e di rallentare la progressione della patologia stessa; vengono impiegati farmaci come la vitamina E, il tamoxifene e le carnitine.
Può essere utilizzata anche la somministrazione tramite iontoforesi di Verapamil e Cortisone, sostanze che, in determinate situazioni, possono essere iniettate anche intraplacca.

Le terapie di tipo “fisico” hanno mostrato un’efficacia molto variabile e includono: la ESWT (litotrissia extracorporea con onde d’urto), il laser a infrarossi e l’ipertermia.
Se la placca causa molto disagio e il recurvatum penieno determina un’estrema difficoltà nel rapporto, si può ricorrere alla “chirurgia” (corporoplastiche di raddrizzamento e interventi con incisione della placca e posizionamento di protesi peniene).

Impianto delle protesi peniene “soffici” con un’incisione di rilassamento dell’albuginea e il posizionamento di un patch autologo (vena safena) o eterologo (matrice collagene)
Tale intervento, come descritto in letteratura, permette di ottenere un ottimo raddrizzamento con l’“allungamento” del lato malato, grazie all’aiuto di protesi soffici dotate di rigidità assiale, che garantiscono un costante allungamento penieno, tale da impedire la possibile recidiva dell’incurvamento e l’accorciamento futuro legati all’evoluzione progressiva della malattia stessa.
Inoltre, le protesi soffici, avendo un diametro molto piccolo (10 mm) e, quindi, un buon risultato estetico, possono essere inserite dopo avere effettuato una singola dilatazione dei corpi cavernosi con un risparmio del tessuto erettivo periferico, senza danneggiare, in tal modo, l’erezione residua complementare, erezione che, associata alla rigidità assiale delle stesse protesi peniene, permette una buona penetrazione vaginale e risultati del tutto soddisfacenti dal punto di vista funzionale.

Corporoplastica peniena “geometrica” con patch di matrice collagene

Come descritto in letteratura, è possibile effettuare una singola incisione peniena basata su principi geometrici, per correggere tutti i differenti tipi di incurvamento penieno in soggetti con una funzionalità erettiva integra.
Tale metodica chirurgica, basata su principi geometrici, consente di rilevare il “punto” esatto dove poter effettuare una singola incisione dell’albuginea dei corpi cavernosi penieni, in modo tale da determinare un difetto di riempimento rettangolare che sarà riempito in modo più semplice con un graft eterologo (patch di matrice collagene bovina), proprio perché i precisi calcoli geometrici permettono di sapere l’esatta “lunghezza” e l’esatta “larghezza” del difetto di riempimento ottenuto.
Alla fine dell’intervento, si ottiene il perfetto raddrizzamento del pene con un allungamento dello stesso, in quanto il lato penieno concavo (lato più corto) diviene lungo quanto il lato convesso (lato più lungo), senza causare nessun accorciamento del pene, con una bassa incidenza di recidiva e senza inestetismi e noduli palpabili.
Nei pazienti che presentano una disfunzione erettile e che richiedono, quindi, l’impianto di protesi peniene, l’incisione geometrica dell’albuginea può essere effettuata contemporaneamente all’impianto delle protesi stesse.

Dott. Patrizio Vicini
Urologia – Andrologia
I.N.I. Grottaferrata (RM)
patriziovicini@inwind.it
3477771710
www.patriziovicini.it

 

Fonti
– Perovic SV, Djinovic RP. Current surgical management of severe peyronie’s disease. Arch Esp Urol. 2010 Nov;63(9):755-770
– Busetto GM. Extracorporeal shock wave therapy in the treatment of Peyronie’s disease: long-term results. Arch Ital Urol Androl. 2010 Jun;82(2):128-33
– Cortés-González JR, Glina S. Conservative treatment of Peyronie’s disease: colchicine vs. colchicine plus vitamin E. Actas Urol Esp. 2010 May;34(5):444-9
– Andrieu NF, Kleinclauss F. La peyronie disease’s treatment. Prog Urol. 2009 Dec;19(12):902-6. Epub 2009 Nov 7

 

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