Plantari: sofisticata tecnologia e competenza medica

Articolo scritto dal Prof. Paolo Maraton Mossa
Direttore Centro Chirurgia del Piede Milano

In molti casi, il plantare dimostra di essere un sussidio di primaria importanza sia per migliorare la performance di un piede normale sia per correggere alcune transitorie alterazioni della volta e dell’appoggio plantari. Esistono, quindi, plantari di compenso, che aiutano ma non correggono, e plantari correttivi, che inviano messaggi attivi al cervello e ai muscoli per correggere l’errata postura.
Il plantare, inoltre, è molto utile sia nel decorso postoperatorio che nella fase di preparazione all’intervento, qualora lo stesso debba essere differito.
Deduciamo, quindi, che deve essere il risultato di una valutazione medica associata a uno studio di bioingegneria. In ogni caso, è uno strumento delicato, la cui prescrizione e la cui esecuzione non dovrebbero essere fatte con superficialità.
La qualità di un plantare, sicuramente più importante della calzatura nella quale verrà usato, dipenderà dalla qualità dei materiali costruttivi, dallo spessore dei supporti correttivi e dal tipo di rapporto che il piede riuscirà a instaurare con esso.
È impensabile l’orientamento verso plantari preconfezionati: non esistono due piedi uguali e, a maggior ragione, non esistono due piedi malati uguali.
Il plantare sta al piede come l’occhiale sta all’occhio, pertanto l’indicazione per la costruzione di un buon plantare potrà solamente essere la diretta conseguenza di una perfetta valutazione del piede e dei suoi vizi da correggere. Una volta, tale realizzazione veniva eseguita in modo empirico, anche se seguendo pratiche artigianali di buona qualità.
Oggi, nell’era dei computer, possiamo avvalerci di tecnologie avanzate che visualizzano, elaborano, memorizzano e correggono ogni piccola imperfezione dell’appoggio del piede.

Una pedana elettronica con quattro sensori per ogni centimetro quadrato invia ogni sei centesimi di secondo informazioni relative alla statica del piede e alla marcia a un elaboratore che, in tempo reale, analizza e corregge tutti i parametri alterati del piede.
Tale elaborato viene memorizzato su memoria magnetica e fornirà gli elementi necessari all’elaborazione e alla costruzione del plantare, che potrà correggere qualunque squilibrio statico o dinamico entro limiti prefissati.
Se ne deduce che l’impiego di tale apparecchiatura presenta vantaggi evidenti:
immediatezza del rilevamento sia statico che dinamico;
– trasformazione in grafica di ogni problematica legata al piede;
– possibilità di memorizzare e, quindi, di confrontare l’evoluzione della malattia;
– precisione quasi assoluta;
– realizzazione di plantari molto sottili in quanto perfettamente “essenziali”.
L’intervento esterno dello Specialista servirà solamente a fornire dei dati accessori per la più adatta tipologia del plantare dopo avere valutato con calma i parametri memorizzati sulla memoria digitale.
La stessa strumentazione fornirà dati complementari prima dell’intervento chirurgico, fornendo indicazioni precise e preziose per modificare l’appoggio del piede, che potrà essere immediatamente verificato dopo l’intervento.
Tutta la sequenza delle immagini a paziente fermo o in movimento può essere richiamata all’infinito dallo specialista, per essere valutata e studiata; le immagini possono essere archiviate, stampate, ingrandite e confrontate.
Parliamo, quindi, di plantari nei piedi sofferenti ma anche, soprattutto, nei piedi sani, nei quali si voglia sfruttare al meglio la potenzialità di spinta, resistenza e versatilità del piede e dell’appoggio. Queste qualità non vengono mai utilizzate al 100%, a tutto scapito del rendimento dell’atleta, del comfort dello sciatore, dell’efficienza della casalinga e del rendimento di tutte le persone che devono stare molto in piedi, come commesse, vigili urbani, chirurghi, postini, militari e così via.

Prof. Paolo Maraton Mossa
Direttore Centro Chirurgia del Piede Milano
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