Piedi del bambino: attenzione fin dai primi passi

Articolo scritto dal Prof. Paolo Maraton Mossa
Direttore Centro Chirurgia del Piede Milano
Anche per la salute del piede la prevenzione inizia fin dalla nascita, momento in cui deve avvenire il primo importante controllo che dovrebbe essere compreso nella visita neonatale di ogni bambino.

Se vi sono problemi evidenti, come il “piede torto” o “talo-valgo”, le due più frequenti malformazioni alla nascita, l’ortopedico, meglio se esperto del piede, e il pediatra decidono il da farsi, che spesso consiste in una correzione chirurgica. Se tutto è normale come, per fortuna, accade nella stragrande maggioranza dei casi, non è necessario ripetere il controllo fino a circa 3 anni, il momento corretto per il secondo “tagliando”, a meno che non si notino prima delle anomalie dell’andatura o fastidi ai piedi. Qui, però, bisogna intendersi:
1) controllare sempre;
2) non allarmarsi per andature irregolari o goffe sino ai 3 anni, età in cui si stabilizza lo sviluppo funzionale del piede.

Stare attenti a casa

Osservare come consuma le scarpine e quali sono i punti che si sporcano prima quando sono nuove. Le parti su cui, di regola, grava il peso sono: il calcagno, la testa del primo metatarso, che si trova un po’ arretrato rispetto alla base dell’alluce, e la testa del quinto metatarso, che si trova più o meno nella stessa posizione rispetto alla base del mignolo. Se i punti di appoggio suggeriti dal consumo delle scarpe sono diversi può essere che vi siano irregolarità. In ogni modo, anche l’utilizzo può venire in aiuto.
Esaminare l’impronta lasciata dal piedino bagnato sul pavimento: dopo i tre anni deve esserci un vuoto centrale, altrimenti potrebbe presentarsi il rischio di piede piatto
Esaminare i piedi del piccolo quando ha le gambe a ciondoloni, dopo averlo fatto sedere sul tavolo: in questa posizione rilassata è facile rilevare la tendenza al piede cavo, ossia con un arco troppo stretto
Valutare, soprattutto dopo i 4 anni, quando l’ossatura è già formata, il modo di camminare del bambino: se vi sembra che penda, anche lievemente, più da un lato che dall’altro o, comunque, se notate qualcosa che non vi sembra normale, è consigliabile farlo visitare da uno specialista
Controllare il bambino nella posizione dell’attenti a piedi uniti, valutando l’asse tra la gamba e il calcagno. Questo asse molto importante dovrà essere o a piombo o leggermente rivolto all’esterno (calcagno valgo), ma non dovrà mai essere rivolto all’interno (calcagno varo). Di solito, il calcagno valgo e il calcagno varo sono rispettivamente associati al piede piatto o al piede cavo. Inoltre, se il bambino non riesce a unire i malleoli, è probabile che abbia un ginocchio valgo; questa anomalia ha certamente delle ripercussioni sul piede.

Una buona ginnastica lo aiuterà

Proponete al vostro bambino, sotto forma di gioco, alcuni facili esercizi di ginnastica certamente benefica:
camminare sulle punte e sui talloni, in modo alternato;
raccogliere oggetti di piccole dimensioni (pezzi di lego o di altre costruzioni, per esempio), con le dita dei piedi.
Insegnate ai bambini, specialmente quando sono molto piccoli, a giocare con i piedini, aiutandoli a toccarseli e a imparare, così, in modo divertente a conoscerli.
Quando è possibile, lasciate i bimbi a piedi nudi: il modo migliore per rinforzare la muscolatura dei piedi è quello di lasciar correre i bambini scalzi, soprattutto sulla sabbia.
Ultimo consiglio: non adottare mai, per i bambini che iniziano a muovere i primi passi, scarpe rigide con supporti di tipo ortopedico: per un piede normale, la scarpina più adatta è la più semplice e deve essere costruita con materiali di buona qualità, quali pelle morbida o tessuti adeguati, sufficientemente aderenti per non inciampare. Solo se il piede ha qualche problema confermato e diagnosticato dallo specialista, occorrerà una scarpa speciale ma, in questo caso, dovrà essere strettamente personalizzata.
L’ultimo controllo prima dell’età adulta deve essere fatto durante l’adolescenza, soprattutto se il ragazzo ha problemi alla schiena come la scoliosi.
Per riassumere: i “tagliandi” per la verifica del piede, per accertarsi del suo corretto sviluppo o, eventualmente, per correggere o curare sul nascere disturbi e difetti che potrebbero, in età adulta, divenire problemi molto seri, a volte tali da mettere in crisi anche altri distretti (colonna, ginocchia, anche), sono tre:
1) alla nascita
2) dopo i tre anni
3) durante l’adolescenza

Prof. Paolo Maraton Mossa
Direttore Centro Chirurgia del Piede Milano
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