Artrosi della spalla

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in blu articolazione normale, in rosso articolazione con artrosi

Articolo scritto dal Dott. Davide Blonna
Ortopedia e traumatologia

Artrosi della spalla: cos’è?

L’articolazione gleno-omerale è l’articolazione principale della spalla. Le superfici articolari, in genere lisce, si consumano per cause congenite o dopo lesioni croniche dei tendini della cuffia dei rotatori e fratture. Tale consumo, quando arriva a una fase avanzata, viene definito artrosi gleno-omerale o artrosi della spalla. Quest’ultima causa rigidità articolare e dolore. L’artrosi della spalla è fonte di dolore alla spalla negli anziani.

Diagnosi: come si pone?

La diagnosi è clinica e strumentale e si fonda sull’esclusione di altre cause di dolore alla spalla e sull’esame obiettivo. Tra i sintomi più frequenti si annoverano rigidità articolare e dolore alla spalla durante i movimenti.

Esame obiettivo

Nel corso dell’esame obiettivo il medico muove il braccio in modo da stabilire le possibilità di movimento. Vengono anche effettuati degli esami specifici per valutare la forza del paziente e per stabilire la causa e la gravità del problema.

Altri esami

Spesso, secondo il medico, bisogna richiedere degli accertamenti diagnostici.

Radiografia:
la radiografia è indispensabile per porre diagnosi e per stabilire la gravità dell’artrosi.

TC e/o RMN:
questi test possono essere richiesti dall’ortopedico per stabilire il livello di interessamento delle superfici articolari e dei tendini.

Trattamento e cura

Per prima cosa è necessario diminuire il dolore e migliorare la funzionalità della spalla.
Per pianificare al meglio il trattamento devono essere presi in considerazione diversi fattori, tra cui età e stato di salute del paziente, livello di attività e tipo di artrosi.
Non sempre l’artrosi della spalla è sintomatica. Spesso la diagnosi è casuale e si verifica quando il paziente effettua esami per altri motivi. In questi casi l’artrosi non deve essere trattata. L’artrosi viene trattata solo se causa dolore o rigidità articolare.
Il riposo è fondamentale per ridurre il dolore. Bisogna evitare in particolar modo di portare la mano sopra la testa.

Gli antinfiammatori possono ridurre il dolore. È opportuno posizionare più volte al giorno la borsa del ghiaccio a livello della spalla, stando attenti a evitare il contatto diretto con il ghiaccio.

Il cortisone iniettato nella spalla è uno strumento palliativo per diminuire il dolore e migliorare la funzionalità della spalla, ma i benefici sono solo temporanei. Il cortisone in genere è ben tollerato. Dopo la sua assunzione è possibile un aumento temporaneo del dolore. Per ridurre questa fase si consigliano la somministrazione di ghiaccio locale e, se necessario, l’assunzione di antinfiammatori.

ATTENZIONE: in soggetti con glaucoma e diabete o in terapia con anticoagulanti, l’iniezione di cortisone è sconsigliata o deve essere rigorosamente monitorata dal medico.
La fisioterapia è fondamentale per diminuire il dolore e per migliorare la funzionalità della spalla. Si deve effettuare una visita fisiatrica prima di iniziare la fisioterapia al fine di eseguire la fisioterapia a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

IMPORTANTE
Generalmente bastano da 2 a 3 iniezioni di cortisone per ridurre i sintomi. In caso contrario si possono valutare altri trattamenti, compreso quello chirurgico.

Chiedere sempre il parere di uno specialista o del proprio medico curante prima di cominciare il trattamento farmacologico.

Trattamento chirurgico dell’artrosi della spalla

Si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico se il trattamento conservativo risulta inefficace.
L’intervento chirurgico più frequente è l’impianto di una protesi. Tuttavia, a volte, è possibile ricorrere anche all’artroscopia.
Esistono vari tipi di protesi di spalla: la protesi di superficie, la protesi inversa e la protesi anatomica con stelo. L’ortopedico consiglierà al paziente la protesi più adatta.

L’intervento si esegue in anestesia generale.
Il paziente viene ricoverato la mattina dell’intervento ed esce dall’ospedale dopo circa 2-3 notti. Entro 2 settimane circa vengono tolti i punti di sutura.
Alla dimissione il paziente riceve tutte le indicazioni da seguire nei giorni successivi all’intervento. La fisioterapia post-operatoria ha un’importanza fondamentale al fine di recuperare al meglio il movimento e la forza; è importante affidarsi a personale qualificato.
I tempi di recupero sono variabili e dipendono da fattori come tipo di protesi, qualità del tessuto osseo e dei tendini e caratteristiche biologiche del paziente.

Dott. Davide Blonna
Ortopedia e traumatologia
Università di Torino
Ospedale “Umberto I”, Mauriziano, Torino
www.ortopedicitorino.it