Artrite reumatoide – sintomi, diagnosi, terapia

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria autoimmune cronica che provoca una progressiva distruzione delle articolazioni, arrivando a causare deformità e disabilità. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

L’artrite reumatoide è diversa dall’osteoartrite, l’artrite comune, che si presenta spesso con l’età. Oltre alle articolazioni, questa patologia può colpire altre parti del corpo, come cuore, polmoni, cute, reni e arterie. L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune, il che significa che è il risultato dell’azione del sistema immunitario che attacca i tessuti del proprio corpo.
Le cause dell’artrite reumatoide sono ancora sconosciute. I geni, l’ambiente e gli ormoni possono contribuire allo sviluppo della malattia.

Le articolazioni di mani, polsi, piedi e ginocchia di solito sono le prime a essere colpite e, in genere, sono interessate le stesse articolazioni su entrambi i lati del corpo. Nel corso del tempo, l’artrite reumatoide può colpire anche le articolazioni di mascella, spalle e fianchi.

Sintomi
I sintomi dell’artrite reumatoide sono:
– articolazioni dolorose e gonfie e rossore della pelle circostante
– rigidità articolare (soprattutto dopo aver dormito)
– difficoltà nel movimento articolare
– febbre
– affaticamento
– noduli reumatoidi sotto la pelle vicino alle articolazioni
– perdita di appetito
Diagnosi
I sintomi che devono destare allarme sono dolore e gonfiore di un’articolazione e soprattutto una rigidità al mattino che dura più di mezz’ora, specialmente se si tratta delle articolazioni delle mani. Se questo sintomo persiste per più di 3 settimane, il paziente deve sottoporsi a una serie di analisi di laboratorio e di indagini ecografiche che servono a chiarire la natura dell’artrite.
Spesso, dolori e gonfiori articolari persistenti vengono sottovalutati e, in genere, sono trattati con analgesici e antinfiammatori per molto tempo.

Terapia
Da quanto detto sopra si deduce che circa la metà dei pazienti con artrite reumatoide non viene adeguatamente curata, perché ci si limita a trattare i sintomi con farmaci analgesici e antinfiammatori che tengono sotto controllo dolore e gonfiore ma che, in realtà, non arrestano il processo morboso che porta, invece, al danno strutturale e alle lesioni erosive che sono, a lungo andare, responsabili di un’invalidità permanente.

Una diagnosi precoce è fondamentale perché è possibile, con i nuovi farmaci biologici a disposizione, impedire la progressione della malattia, purché il trattamento venga iniziato entro i primi mesi di malattia.

Nella gran parte dei pazienti si ha una remissione totale della malattia; negli altri casi si ha, comunque, uno sviluppo limitato della malattia che, dunque, non progredisce fino a causare deformità e invalidità permanenti.