Epistassi, emorragia nasale, perdita di sangue dal naso o dalla bocca

L’epistassi (rinorragia) è una perdita di sangue, o emorragia, dalla cavità nasale, che può essere il sintomo di una malattia o semplicemente un disturbo momentaneo o senza una causa apparente.

All’interno del naso sono presenti molti vasi sanguigni che svolgono la funzione di scaldare e umidificare l’aria che si respira. Questi vasi, trovandosi sulla mucosa nasale, vicino alla superficie, sono particolarmente soggetti a traumi.
L’epistassi può verificarsi a qualsiasi età, ma è più comune nei bambini di 2-10 anni e negli adulti di età compresa tra i 50 e gli 80 anni. L’epistassi si divide in due tipi, a seconda della provenienza del sanguinamento dalla parte anteriore o posteriore del naso.

Questi due tipi di epistassi come si distinguono fra loro?
L’epistassi anteriore si manifesta, tenendo la testa dritta, con un gocciolamento di sangue dalle narici, mentre, con l’epistassi posteriore, il sangue scende in gola.

Epistassi anteriore
La maggior parte dei casi di perdita di sangue dal naso ha luogo nella parte inferiore del setto, una lamina composta sia da osso che da cartilagine, che separa le due fosse nasali o cavità nasali. Il setto contiene dei vasi sanguigni che si possono rompere mentre si soffia il naso o con il bordo di un’unghia tagliente. La perdita di sangue avviene da una o da entrambe le narici.

Come fermare un’epistassi anteriore?
Una perdita di sangue dal naso può spaventare, ma la maggior parte delle epistassi sembra molto più grave di quanto realmente non sia e quasi tutte possono essere curate a casa.
Alcuni suggerimenti:
– sedersi e piegare la testa in avanti, in modo che il sangue fuoriesca dal naso e che non scenda in gola. Se si reclina la testa all’indietro c’è il rischio di ingoiare il sangue, che può irritare lo stomaco inducendo il vomito
– non sdraiarsi evita di avere problemi di respirazione dovuti all’accumulo di sangue in gola
– tenere la testa a un livello più alto rispetto al cuore rallenta l’emorragia
– fare impacchi freddi sulla fronte o sul naso aiuta a bloccare l’emorragia
– tenere premuta la parte molle del naso tra pollice e indice fino a quando l’emorragia non si sia fermata. Non lasciare per almeno 5 minuti. Se l’emorragia continua, tenere il naso premuto ancora per altri 5-10 minuti
– spruzzare in entrambi i lati del naso uno spray decongestionante nasale contenente ossimetazolina che ha proprietà vasocostrittive

Una volta che l’emorragia si è arrestata, evitare qualsiasi cosa che possa farla ripartire, come, per esempio, soffiare il naso o chinarsi (il capo va tenuto a un livello più alto rispetto al cuore).

Epistassi posteriore
Con questo altro tipo di epistassi il sanguinamento avviene nella parte posteriore delle fosse nasali; è un evento più raro ma più grave, che può richiedere un trattamento d’urgenza.
Il sangue, in questo caso, non fuoriesce dal naso, ma scende in gola e va espulso dalla bocca; non deve essere ingerito perché può causare vomito.
È importante cercare di distinguere i due tipi di epistassi, dal momento che l’epistassi posteriore è spesso più grave e quasi sempre, cioè se l’emorragia non si blocca da sola, richiede le cure di un medico. L’epistassi posteriore è più comune negli anziani, nelle persone con pressione alta e nei casi di traumi al naso o al viso.

Cause
Le epistassi possono avere cause molto diverse, che possono essere divise in cause locali e in cause generali (sistemiche).

Cause locali:
– aria calda e secca che causa prurito e secchezza delle mucose nasali
– traumi
– corpi estranei (bambini)
– polipi
– riniti acute
– uso di cocaina
– raffreddore
– varici
– infezioni
– fratture del naso o della base del cranio
– teleangiectasia emorragica ereditaria (morbo di Rendu Osler Weber), un’anomalia vascolare che colpisce varie parti del corpo, tra cui le mucose nasali
– tumori, maligni e non, particolarmente nei pazienti anziani o nei fumatori

Cause generali:
– ipertensione arteriosa
– cardiopatie
– malattie del ricambio o epatobiliari
– infezioni virali o batteriche
– malattie renali
– carenze vitaminiche
– allergie
– emopatie
– pazienti emodializzati
– disfunzioni endocrine e barotraumatismo
– aterosclerosi (anziani)
– farmaci (come anticoagulanti o antinfiammatori)
– disturbi della coagulazione del sangue

Terapia
Se l’epistassi va avanti per più di 20 minuti o se si verifica dopo un trauma (una caduta, un pugno o un incidente d’auto) o, ancora, se è ricorrente, è necessario rivolgersi, a seconda dell’urgenza, a un otorinolaringoiatra o a un Pronto Soccorso.

Lo specialista, prima di effettuare un trattamento, esamina attentamente il naso eseguendo, quando necessario, un’indagine video-endoscopica per analizzare l’interno del naso. La diagnosi si basa anche su accertamenti, come esami del sangue, radiografie e test di coagulazione, necessari per stabilire la causa delle emorragie, qualora esse non dovessero dipendere da cause locali visibili.

I trattamenti più comuni sono la cauterizzazione e il tamponamento nasale.
La cauterizzazione (chimica o elettrica) è una tecnica con cui viene bruciato il vaso sanguigno sanguinante.
Il tamponamento consiste nell’inserire nel naso spugne emostatiche o garze speciali o un palloncino gonfiabile in lattice, in modo da fermare il sanguinamento.

Suggerimenti su come prevenire le emorragie nasali:
– tenere corte le unghie dei bambini
– umidificare gli ambienti
– smettere di fumare, perché fumare asciuga le mucose nasali
– aprire la bocca quando si starnutisce
– utilizzare una soluzione fisiologica sotto forma di spray nasale per inumidire le mucose nasali secche