Glaucoma – tipi, diagnosi, trattamento

Il glaucoma è una malattia oculare che consiste nell’aumento della pressione interna dell’occhio generato dalla produzione di un liquido, l’umor acqueo, che determina attraverso un danno al nervo ottico la perdita progressiva del campo visivo.

Il glaucoma è classicamente associato all’incremento della pressione interna dell’occhio, anche se si verifica in condizioni di pressione normale (glaucoma a pressione normale).
Il glaucoma è una delle più comuni cause di cecità tra gli anziani.

La parte anteriore dell’occhio è riempita di umor acqueo, che fornisce nutrimento alle strutture che la compongono. Questo liquido viene prodotto costantemente dal corpo ciliare che circonda il cristallino. L’umor acqueo riempie la camera posteriore e fluisce, poi, attraverso la pupilla; oltrepassa la camera anteriore e lascia l’occhio attraverso il trabecolato (una sorta di filtro) e, poi, attraverso un piccolo canale chiamato canale di Schlemm.

In alcuni casi, le vie di deflusso possono bloccarsi parzialmente o completamente e l’umor acqueo prodotto non defluisce liberamente. Poiché il liquido non ha altre vie di deflusso, la pressione intraoculare aumenta.

Quando la pressione intraoculare raggiunge valori non più tollerabili dal nervo ottico, si sviluppa il glaucoma.
La perdita visiva si verifica gradualmente e spesso non viene notata finché non diventa rilevante.
Generalmente, all’inizio, viene danneggiata la visione laterale (periferica), mentre quella centrale è compromessa nelle fasi finali della malattia.
Infatti, la progressione del danno visivo risparmia solo una piccola area centrale, quindi viene conservata una visione centrale normale, mentre si verifica la perdita della visione periferica (visione tubulare).
Chi soffre di glaucoma, infatti, vede come attraverso un cannocchiale: i contorni lentamente scompaiono e il campo visivo diventa sempre più stretto.

Tipi di glaucoma
Esistono due tipi principali di glaucoma:

– il glaucoma primario ad angolo aperto è il tipo più comune di glaucoma (rappresenta il 60-70% circa di tutti i glaucomi) ed è asintomatico. Le strutture dell’occhio sembrano normali, ma l’umor acqueo non defluisce correttamente dall’occhio.
– il glaucoma ad angolo chiuso (chiamato anche glaucoma acuto o cronico ad angolo chiuso o glaucoma ad angolo stretto) è meno frequente ma molto più grave e con sintomi, fortunatamente, piuttosto evidenti, quali dolore al bulbo oculare, mal di testa, vomito, cefalea, arrossamento degli occhi e annebbiamento della vista, causati dall’incremento improvviso della pressione all’interno dell’occhio conseguente alla chiusura dell’angolo camerulare (tra l’iride e la cornea), dove si trova il sistema di drenaggio dell’occhio.

Diagnosi
Dal momento che la maggior parte delle persone con glaucoma non ha sintomi precoci o dolore causato da questo aumento della pressione, è importante sottoporsi a una visita oculistica regolarmente in modo che il glaucoma possa essere diagnosticato e trattato prima che la vista sia compromessa.
È, quindi, indispensabile, dopo i 45-50 anni, fare un controllo annuale con una misurazione della pressione dell’occhio e con una misurazione dello spessore della cornea.
L’età superiore ai 45-50 anni è considerata un fattore di rischio, come la miopia o l’associazione con altre malattie come il diabete, che possono far peggiorare il quadro del glaucoma stesso.

Trattamento
La terapia è soprattutto farmacologica; nel 90% dei casi la pressione dell’occhio può essere tenuta sotto controllo con semplici colliri. Ci sono dei casi in cui, però, la terapia farmacologica non funziona oppure smette di funzionare. In questi casi, bisogna ricorrere ad altri tipi di terapie, che sono fondamentalmente rappresentate dalla terapia con il laser e, in casi rari, da una terapia chirurgica.

Fonti
webmd.com
medicinenet.com