Pressione del sangue alta: cos’è, come si misura e come si cura

La pressione arteriosa è la forza del sangue esercitata contro le pareti delle arterie. La pressione è più alta quando il cuore batte, contraendosi per pompare fuori il sangue nelle arterie (sistole). Questa è la pressione sistolica o “massima”. Dopo il battito, il cuore si rilassa, si riempie di sangue (diastole) e la pressione sanguigna diminuisce. Questa è la pressione diastolica o “minima”.

Se la pressione si alza e rimane alta nel tempo si instaura una condizione patologica definita ipertensione arteriosa che, se non adeguatamente trattata, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache (come insufficienza cardiaca, infarto e arresto cardiaco), insufficienza renale o ictus cerebrale e altri problemi di salute.

La malattia normalmente non dà sintomi ed è possibile che sia presente per anni senza che il soggetto colpito se ne accorga. Durante questo periodo, però, l’ipertensione può compromettere gravemente la salute.

Quindi, è di fondamentale importanza conoscere i propri valori di pressione del sangue anche quando si è in buona salute.

I valori , misurati in millimetri di mercurio, vengono espressi prima con il valore della pressione sistolica (massima) e, poi, con quello della pressione diastolica (minima), per esempio 120/80 mmHg (mm: millimetri di mercurio; Hg: simbolo chimico del mercurio).
La seguente Tabella mostra i valori normali e i valori che espongono a maggior rischio la salute degli adulti:

Pressione arteriosa Sistolica Diastolica
Ottimale < 120 < 80
Normale 120-129 80-84
Normale-Alta 130-139 85-89
Ipertensione grado 1 (lieve) 140-159 90-99
Ipertensione grado 2 (moderata) 160-179 100-109
Ipertensione grado 3 (grave) > 180 > 110
Ipertensione sistolica isolata > 140 > 90

Tabella tratta da http://www.salute.gov.it

La pressione arteriosa non rimane la stessa ma varia continuamente nelle 24 ore. Si abbassa quando si dorme e si rialza al risveglio. La pressione può cambiare con cambiamenti di postura, esercizi fisici, stress o stati emozionali.

Diagnosi

La diagnosi dell’ipertensione viene posta attraverso la misurazione della pressione arteriosa con uno sfigmomanometro manuale o automatico. Questo strumento è costituito da un bracciale morbido di gomma connesso a una pompetta di gomma o a un compressore che lo gonfia e da un misuratore che registra la pressione.

Trattamento

Il trattamento per la riduzione della pressione sanguigna inizia con le modifiche dello stile di vita. Se tali modifiche non funzionano, si può anche verificare la necessità di prendere medicine.
Anche nei casi in cui sia necessario seguire una terapia farmacologica, i cambiamenti nello stile di vita possono ridurre la quantità di farmaci da assumere.

Alcuni dei cambiamenti da apportare nello stile di vita:
– smettere di fumare. La nicotina provoca la costrizione dei vasi sanguigni e fa battere il cuore più velocemente, facendo alzare temporaneamente la pressione sanguigna. Se si smette di fumare si può ridurre significativamente il rischio di malattie cardiache e abbassare la pressione sanguigna
– perdere peso se si è in sovrappeso
– praticare esercizio fisico regolarmente
– seguire una dieta sana che includa molta frutta e verdura e povera di grassi
– ridurre il consumo di sale (sodio). Il sodio fa aumentare la pressione sanguigna.
Per evitare di superare le dosi giornaliere si raccomanda di assumere non più di 5-6 g di sale (che contiene 2-2,4 g circa di sodio) al giorno. Nel calcolo del sale che si può consumare bisogna anche includere il sale contenuto nei cibi pronti, vale a dire quello aggiunto nelle preparazioni industriali (p. es., insaccati, formaggi, patatine fritte), oltre a quello che si usa normalmente in cucina
– ridurre il consumo di alcol e caffeina
– effettuare tecniche di rilassamento. Lo stress può influenzare la pressione sanguigna. Per contribuire a combattere gli effetti dello stress, è necessario praticare tecniche di rilassamento almeno una volta al giorno.

Farmaci antipertensivi

Esistono molti tipi di farmaci antipertensivi che possono essere usati, in alcuni casi anche in combinazione, per riportare la pressione sanguigna a livelli normali, un risultato spesso facile da raggiungere e con pochi effetti collaterali.
Alcuni farmaci antipertensivi:
– gli ACE inibitori impediscono la costrizione dei vasi sanguigni riducendo la quantità di angiotensina II che l’organismo produce. Questo riduce la quantità di lavoro che il cuore deve compiere
– gli alfa-bloccanti dilatano i vasi sanguigni in modo tale che la pressione possa scendere
– i beta-bloccanti bloccano gli effetti dell’adrenalina che costringe i vasi
– i calcioantagonisti favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni non permettendo al calcio di entrare nelle cellule
– i diuretici aiutano il corpo a eliminare il sodio e i liquidi, consentendo di ridurre il volume del sangue e, quindi, la pressione esercitata sulle pareti vascolari.
Possibili effetti collaterali dei farmaci

Gli effetti collaterali dei farmaci antipertensivi possono includere sensazione di capogiro quando ci si alza, abbassamento dei livelli di potassio nel sangue, disturbi del sonno, sonnolenza, bocca secca, mal di testa, gonfiore, costipazione e depressione. Negli uomini, alcuni farmaci antipertensivi possono causare problemi di erezione.