Evitare le diete alla moda e andare dal dietologo per una dieta personalizzata

È definito “dieta alla moda” qualsiasi programma per la perdita di peso che promette di favorire un’importante perdita di peso in un periodo di tempo molto breve.
Queste diete, di solito, sono caratterizzate da regimi alimentari molto ristretti e possono anche eliminare intere categorie di prodotti alimentari. La ricerca ha dimostrato che, per ottenere la quantità di nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno quotidianamente, è necessaria una dieta varia ed equilibrata. Le diete alla moda non sono caratterizzate da regimi alimentari sani e bilanciati e, nella maggior parte dei casi, causano carenze di sostanze nutritive. In particolare, le diete che eliminano completamente alcuni alimenti mettono a rischio di gravi carenze nutrizionali.
Le diete alla moda hanno tutte il difetto di non tenere conto dello stato di salute della singola persona e delle sue esigenze e, quindi, possono essere dannose per la salute.
L’organismo ha bisogno di una dieta sana e di un giusto equilibrio di proteine, carboidrati e grassi e di una serie di altri elementi nutritivi, per poter funzionare correttamente.
Vitamine e minerali sono fondamentali per innumerevoli processi fisiologici. Per esempio, il calcio mantiene le ossa forti e aiuta a prevenire la bassa densità ossea e le fratture, la vitamina A è importante per mantenere la pelle liscia e sana, la vitamina C aiuta a proteggere il corpo contro le infezioni e la vitamina E (tocotrienolo) stimola il sistema immunitario.
Il risultato di questo tipo di diete è il famoso effetto yo-yo: si dimagrisce velocemente e i chili persi si riprendono altrettanto velocemente.
Un altro fattore negativo di queste diete è rappresentato dal fatto che non insegnano a gestire il proprio peso e, soprattutto, a mangiare in modo salutare.
Alcuni esempi:
– con le diete monocibo si mangia per un giorno solo un tipo di alimento e il giorno successivo si cambia ancora il tipo di alimento;
– la dieta a base di carne è una dieta iperproteica, cioè ricca di proteine, che affatica i reni e il fegato e che è carente di carboidrati semplici e composti, che rappresentano l’energia pulita che si utilizza più facilmente e più rapidamente;
– la dieta dissociata prevede la separazione di alcuni tipi di alimenti che si assumono esclusivamente in pasti diversi: carboidrati (pasta, riso e legumi) a pranzo e proteine di origine animale (carne, pesce, uova e formaggi) a cena. Un gruppo a parte è costituito dalle verdure e dagli ortaggi con condimenti e spezie, che possono essere abbinati sia al pranzo che alla cena.
Questo tipo di dieta può causare delle carenze di ferro, che possono portare all’anemia, e di calcio, che possono incidere sullo sviluppo dell’osteoporosi. Mangiare soltanto proteine di sera può generare dei danni metabolici per un sovraccarico del fegato e dei reni;
– altra dieta famosa è quella dell’uva (2-3 giorni e, talvolta, anche 7-10 giorni). L’uva, completamente carente di proteine e di grassi, ha proprietà nutrizionali importanti ma non è sufficiente per garantire una dieta equilibrata e sana.
Gli esperti consigliano la dieta mediterranea e, per dimagrire, consigliano di ridurre le porzioni, variando il più possibile il tipo di alimenti, e di aumentare il dispendio energetico; se non si riesce a mettere in pratica questo tipo di regime alimentare, non rimane che rivolgersi a un dietologo.
Tuttavia, il modo per perdere peso nella maniera più corretta e sicura non è quello del “fai da te”, delle diete improvvisate e delle diete alla moda, ma bisogna rivolgersi a un dietologo per farsi prescrivere una dieta personalizzata; in questo modo la dieta si adatta alla persona e non la persona alla dieta.
Il dietologo, prima di prescrivere una dieta, si informerà sullo stato di salute del paziente, sulle sue abitudini a tavola e sul suo stile di vita, indicatori fondamentali per elaborare una dieta equilibrata che contenga le giuste quantità di carboidrati, grassi e proteine di origine animale e vegetale e che apporti vitamine e sali minerali.
Una dieta corretta deve prevedere un apporto di carboidrati pari al 55-60% delle calorie totali, di proteine pari al 12-15% e di grassi pari a meno del 30%.
Una dieta equilibrata e personalizzata passa anche attraverso alcuni parametri individuali quali BMI (indice di massa corporea), girovita e impedenziometria. Attraverso il peso e l’altezza si può ottenere l’indice di massa corporea, dividendo il peso per la statura al quadrato; questo costituisce già un indicatore importante: un BMI tra 18,5 e 24,9 è normale; se è superiore si entra nel sovrappeso per arrivare, poi, all’obesità.
Un altro indicatore utilizzato è la circonferenza della vita che ci indica la distribuzione e l’accumulo del grasso viscerale, che sembra sia collegato alle malattie cardiovascolari.
L’impedenziometria, invece, è in grado di stabilire il metabolismo basale e il rapporto tra massa magra e massa grassa in occasione della prima visita; questo sarà, poi, utile per verificare i miglioramenti apportati dalla dieta.

Fonti

americanheart.org
eiu.edu
webmd.com