Diabete mellito di tipo 2: cause, fattori di rischio, stile di vita, attività fisica

Il diabete mellito di tipo 2 (diabete non insulino-dipendente), la forma più comune di diabete, è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue (iperglicemia) e colpisce, in genere, nell’età matura.
Il diabete di tipo 2 può anche manifestarsi in bambini e adolescenti ma, solitamente, è presente soprattutto a partire dai 45 anni (il 96% dei soggetti ha più di 45 anni) e diviene progressivamente più frequente con l’età (un quarto dei pazienti supera i 75 anni).

Cause
Il diabete mellito di tipo 2 (DM2) è dovuto a un’alterata produzione (o eccessiva o insufficiente) da parte del pancreas dell’ormone insulina o all’incapacità delle cellule di utilizzare l’insulina stessa (condizione definita insulino-resistenza). L’insulina è necessaria per l’organismo perché permette la penetrazione del glucosio nelle cellule e, quindi, il suo uso nella produzione di energia. Quando il glucosio si accumula nel sangue invece di penetrare nelle cellule, si verifica l’aumento della glicemia nel sangue (iperglicemia).
Nel diabete di tipo 1, che è molto meno comune, il pancreas produce poca insulina o non ne produce affatto.

Oggi, in Italia, il diabete di tipo 2 interessa otre il 90% di tutti i malati di diabete. È una malattia importante in aumento in tutto il mondo.
Le ragioni di tale fenomeno sono legate all’invecchiamento medio della popolazione e allo stile di vita; fattori contribuenti sono la poca attività fisica, la sedentarietà e un’eccessiva alimentazione.

Fattori di rischio

– la componente genetica e la predisposizione familiare al diabete di tipo 2 giocano un ruolo molto importante. Il rischio di diabete di tipo 2 aumenta se un genitore o un fratello ne è già affetto
– inattività fisica. Meno si è attivi fisicamente e maggiore è il rischio di questa forma di diabete. L’attività fisica aiuta a controllare il proprio peso, utilizza il glucosio come energia e rende le cellule più sensibili all’insulina
– obesità o sovrappeso danno più probabilità di sviluppare l’insulino-resistenza, poiché il tessuto adiposo interferisce con la capacità delle cellule di usare l’insulina, aggravando l’insulino-resistenza. Infatti, secondo il rapporto Amd (Associazione Medici Diabetologi) 2010, oltre il 40% dei soggetti con diabete di tipo 2 presenta una marcata obesità e meno di un quinto risulta normopeso
– età superiore ai 45 anni. Il rischio di diabete di tipo 2 aumenta con l’invecchiamento, probabilmente perché si tende alla sedentarietà, a perdere massa muscolare e a prendere peso
– il prediabete è una condizione in cui il livello di zuccheri nel sangue è superiore alla norma, ma non abbastanza da essere classificato come diabete di tipo 2. Se non curato, progredisce spesso verso il diabete di tipo 2.
– colesterolo HDL inferiore a 35 mg/dL o trigliceridi superiori a 250 mg/dL
pressione alta (140/90 mmHg o superiore)
– anamnesi di diabete gestazionale
– sindrome dell’ovaio policistico
– intolleranza al glucosio

Sintomi
I sintomi del diabete di tipo 2 possono svilupparsi molto lentamente; pertanto, è possibile avere il diabete e non saperlo, perché quando la glicemia, vale a dire la concentrazione dello zucchero nel sangue, è soltanto poco elevata non vi sono segni o sintomi che indichino questa condizione; quindi, se non viene eseguito un esame del sangue specifico, la persona non può accorgersi di avere il diabete.

Questa forma di diabete si scopre per caso o quando compare in maniera clinicamente manifesta attraverso alcuni segni e sintomi inequivocabili, come la necessità di urinare frequentemente e la sete continua.

Terapia
Lo scopo delle terapie per la cura del diabete di tipo 2 è quello di abbassare l’elevato livello di zuccheri nel sangue (glicemia) per evitare, nel tempo, complicanze a organi come l’occhio, il rene, il cuore e i vasi sanguigni. Per questo motivo, esistono dei farmaci da assumere quotidianamente, ma la migliore medicina è, innanzitutto, un corretto stile di vita.
L’intervento sullo stile di vita, cioè il raggiungimento di un peso corporeo ottimale e un aumento dell’attività fisica nelle prime fasi della malattia, può contribuire a controllare la malattia e a bloccarne l’evoluzione, nella maggioranza dei casi.
Ma, attenzione, se si smette di fare attività fisica e si riprende peso il diabete di tipo 2 ritorna!
È fondamentale anche avere un’alimentazione corretta, il che significa non eccedere nell’assunzione di carboidrati, zuccheri complessi, alcol e grassi animali.

La costanza e la regolarità dell’attività fisica, piccole sessioni di 15-20 minuti per 3-4 volte alla settimana, se non addirittura tutti i giorni, consentono addirittura, in alcuni casi, di interrompere la somministrazione di farmaci e di risolvere problemi come il diabete stesso, l’ipertensione e tantissime altre problematiche legate al metabolismo (è sufficiente anche una semplice camminata di almeno mezz’ora al giorno).

Il medico può prescrivere farmaci se la dieta e l’esercizio fisico non aiutano a mantenere normali o quasi normali i livelli di glucosio nel sangue. Dal momento che questi farmaci contribuiscono a ridurre i livelli di zucchero nel sangue in modi diversi, il medico può prescriverne più di un tipo. Questi farmaci , se necessario, possono anche essere somministrati insieme all’insulina.

Fonti
nlm.nih.gov
diabetes.org
mayoclinic.com

22 gennaio 2011

 

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