Consumo di noci e livelli di grassi nel sangue

Diversi studi condotti nel corso degli anni hanno evidenziato che mangiare noci (o altra frutta secca con guscio duro) può ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari che interessano il cuore e i vasi sanguigni.

Recentemente, è giunta l’ultima conferma da parte di studiosi della Loma Linda University i quali hanno pubblicato uno studio che ha esaminato il rapporto tra consumo di frutta con guscio duro e livelli di grassi (lipidi ) nel sangue, scoprendo che il consumo giornaliero di 67 grammi di noci, o di altri tipi di frutta secca simile, come pistacchi, mandorle e nocciole, porta a una riduzione della quantità di grassi (lipidi ) circolanti nel sangue, soprattutto nei soggetti con elevato colesterolo LDL o con un indice di massa corporea (IMC) basso.

Oltre ai grassi insaturi e alle fibre vegetali (entrambi responsabili della riduzione del colesterolo LDL), le noci contengono anche arginina, un precursore dell’ossido nitrico, che è una sostanza prodotta dalle pareti dei vasi sanguigni che li rilassa e che impedisce la coagulazione. La frutta secca (soprattutto le noci) contiene acido alfa-linolenico, un precursore dell’acido grasso omega-3, che aiuta a difendersi contro le malattie cardiache.

Le arachidi non sono noci ma legumi. Tuttavia, dal punto di vista nutrizionale, le arachidi contengono le stesse proprietà benefiche della frutta secca con guscio duro.

Precauzioni
Sebbene consumare noci quotidianamente faccia bene alla salute, tuttavia vi sono alcuni aspetti da prendere in considerazione:
dato che le noci hanno un elevato contenuto calorico non devono essere aggiunte alla dieta normale, ma vanno assunte in sostituzione di un’altra fonte di calorie; in caso contrario si perderebbe l’effetto benefico per l’aumento del peso corporeo.
Inoltre sono da preferire le noci allo stato naturale. La frutta secca salata deve essere assunta con moderazione in quanto può causare problemi relativi alla pressione sanguigna.

Fonti
Sabaté J et al. Nut Consumption and Blood Lipid Levels: A Pooled Analysis of 25 Intervention Trias. Arch Intern Med 2010; 170: 821-7.
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