Calcoli salivari: sintomi e trattamento

calcoli salivariCalcoli salivari. Le sostanze che compongono la saliva, prodotte dalle ghiandole salivari, possono formare una massa dura, il calcolo, che può ostruire i dotti salivari e causare la colica salivare. I calcoli salivari sono un disturbo delle ghiandole salivari. Questo disturbo è chiamato anche calcolosi salivare o scialolitiasi.

Cause della colica salivare

La causa principale della colica salivare è costituita dai calcoli salivari; tuttavia, l’ostruzione del dotto salivare può essere determinata anche da altre cause come:
– ripiegamento del dotto
– compressione del dotto
– corpo estraneo proveniente dall’esterno
– polipi
– tappi di muco
Quando la saliva non riesce a uscire da un dotto ostruito, si accumula nella ghiandola causando dolore e gonfiore della ghiandola stessa.

Esistono tre coppie di ghiandole salivari maggiori:
– ghiandole parotidee. Queste sono le due ghiandole più grandi e si trovano una in ciascuna guancia sopra la mascella davanti alle orecchie
– ghiandole sottomandibolari. Queste due ghiandole sono situate nella parte posteriore della bocca su entrambi i lati della mandibola
– ghiandole sublinguali. Queste ghiandole si trovano sotto il pavimento orale (sotto la lingua)

I calcoli salivari colpiscono più frequentemente le ghiandole sottomandibolari, ma possono anche interessare le ghiandole parotidee e, molto raramente, quelle sublinguali.

Sintomi dell’ostruzione da calcoli del dotto salivare

La sintomatologia è causata da un’ostruzione a livello del dotto salivare provocata da un calcolo e dalla saliva che non riesce a trovare la strada libera per arrivare al cavo orale e che, quindi, si accumula. Se i batteri infettano la saliva che ristagna, possono presentarsi febbre e pus e la parte risulta arrossata e gonfia.
L’ostruzione da calcoli salivari causa:
– rigonfiamento della ghiandola e dolore acuto (colica salivare) quando si mangia, innescati dalla masticazione e, conseguentemente, dalla produzione di saliva.
Il dolore può persistere anche dopo l’ingestione del cibo a causa della prosecuzione della secrezione salivare durante la digestione (fase gastrica)
– problemi nell’aprire la bocca o nella deglutizione
– secchezza della bocca
– masticazione dolorosa
– febbre
– infezioni
I sintomi si verificano più spesso quando si mangia (durante la masticazione).

Diagnosi dei calcoli salivari

La diagnosi di un calcolo del dotto salivare inizia con la storia clinica e con un esame fisico del paziente. Spesso i calcoli del dotto salivare possono essere sentiti alla palpazione, in particolare nelle ghiandole sottomandibolari.
La conferma della diagnosi si pone con:
– l’ecografia che, con le sonde di ultima generazione, permette di vedere calcoli intorno al millimetro di grandezza
– la radiografia
– la scialografia
– la scialoscintigrafia
– la TC

Trattamento dei calcoli salivari

La terapia può variare in base a dimensioni e posizione del calcolo, al tipo di ghiandola interessata, al numero delle recidive, alle condizioni della ghiandola (infezione o infiammazione) e allo stato generale del paziente.
Il trattamento è inizialmente farmacologico e medico ed è rivolto ad arrestare qualsiasi infezione acuta con la somministrazione di antinfiammatori, antibiotici e scialogoghi (stimolatori del flusso salivare) e con l’idratazione e i massaggi della ghiandola, ma, se il problema persiste, bisogna ricorrere ad altre terapie.

Scialoendoscopia
L’endoscopia è una metodica attraverso la quale il chirurgo può osservare la patologia ostruttiva (calcolo o un’altra patologia) e operare all’interno dei dotti escretori delle ghiandole salivari, con microstrumenti come pinze, cestelli (basket), dilatatori a palloncino e fibre laser.

I calcoli salivari di piccole dimensioni vengono rimossi direttamente, mentre i calcoli di grandi dimensioni vengono suddivisi in pezzi più piccoli con la litotrissia laser prima della rimozione endoscopica. La maggior parte dei calcoli può essere trattata con successo con la tecnica endoscopica. A volte, calcoli salivari troppo grandi o intraghiandolari o il riscontro di un tumore della ghiandola salivare richiedono approcci chirurgici aperti.
Il vantaggio di questa tecnica endoscopica mininvasiva (scialoendoscopia) è quello di restituire alla ghiandola la sua normale funzionalità, evitando cicatrici, poiché tutto il lavoro viene fatto attraverso la bocca del paziente e all’interno del dotto stesso, senza incisioni chirurgiche esterne. A seconda della misura e della posizione del calcolo, viene praticata l’anestesia locale o generale.

Litotrissia extracorporea a onde d’urto
La litotrissia è una procedura che utilizza le onde d’urto per frantumare i calcoli salivari, come avviene anche per i calcoli urinari.
Dopo la procedura, i frammenti possono essere portati via dal flusso naturale della saliva o essere asportati per via endoscopica. Di solito, sono necessarie più sessioni. La combinazione delle diverse tecniche è spesso utile e aumenta le probabilità di successo.

Intervento chirurgico
Se i calcoli salivari si infettano o si ripresentano spesso, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere la ghiandola salivare.