Acalasia – disturbo dell’esofago e della deglutizione

L’acalasia è una patologia dovuta allo spasmo e alla contrazione dello sfintere esofageo inferiore, una valvola muscolare presente tra esofago e stomaco, che non permette, parzialmente o del tutto, il passaggio del cibo verso lo stomaco.
Il cibo che rimane nell’esofago può provocarne la dilatazione; per questo motivo, la patologia è definita anche megaesofago.

Quando lo sfintere esofageo inferiore è, invece, troppo rilassato, cioè non si chiude bene, provoca la malattia da reflusso gastroesofageo, si verifica, cioè, la risalita nell’esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco.

L’acalasia deriva da un’alterazione dell’innervazione della muscolatura liscia dello sfintere che ne controlla le contrazioni ritmiche durante la deglutizione e il passaggio del cibo. Le cause della disfunzione non sono ancora note.

Sintomi
La stasi del cibo nell’esofago, causata dal restringimento dello sfintere esofageo inferiore, provoca una notevole dilatazione dell’esofago. Tale restringimento è responsabile di vari sintomi:
– rigurgito di cibo non digerito proveniente dall’esofago (quindi non irritante e non acido), soprattutto in posizione supina o durante il sonno, con il conseguente rischio di aspirazione nelle vie aeree che può compromettere la funzionalità respiratoria
– difficoltà nel deglutire sia i solidi che i liquidi
– dolore retrosternale o toracico
– tosse notturna

Cura
Lo scopo delle terapie è quello di favorire il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, in maniera tale da migliorare la sintomatologia e favorire, così, il passaggio del cibo.

– La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di farmaci (calcioantagonisti, nitrati) che possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore.

– La dilatazione pneumatica prevede l’introduzione, per via gastroscopica, di un palloncino gonfiabile all’interno dell’esofago e il suo successivo gonfiaggio per dilatare meccanicamente lo sfintere. Tale procedura dà un sollievo immediato, ma ha il difetto di non essere una soluzione permanente. Possono essere necessarie dilatazioni ripetute nel tempo (l’effetto può durare da qualche mese a tre anni).

– In alternativa alla dilatazione pneumatica, si può iniettare nello sfintere esofageo inferiore la tossina botulinica. Questo trattamento è efficace come la dilatazione pneumatica, ma gli effetti a lungo termine non sono ancora completamente noti.

– Se la dilatazione pneumatica o le terapie farmacologiche non hanno successo, si opta per l’intervento chirurgico (miotomia secondo Heller). L’intervento viene eseguito per via laparoscopica (chirurgia mini-invasiva) e, di norma, prevede anche una procedura chirurgica che ha lo scopo di impedire il reflusso gastroesofageo (risalita di acido dallo stomaco). Tuttavia, in alcuni casi, episodi di reflusso gastroesofageo si possono ancora verificare dopo l’intervento.

Seguire una dieta non troppo solida accompagnata da abbondante acqua durante la deglutizione e alzarsi da tavola durante il pasto più volte possono ridurre i sintomi.